Le mie previsioni non si sono avverate

Ripercorrendo gli appunti scritti molti anni fa mi sono reso conto che buona parte di quanto avevo previsto non è mai accaduto. Ma anche che questo è successo nel bene e nel male.

Il sistema di recupero dei contenuti scritti "oggi, negli anni passati" continua a essere fonte di costante ispirazione per me. Colgo i frutti della consistenza applicata nel produrre appunti quotidianamente per oltre quindici anni, ogni giorno.

E con piacere, ogni volta, condivido con te e con la Community le riflessioni suscitate, se penso che siano di valore per chi ne entra in contatto.

La storia è questa. Nell'inverno del 2012 lavoravo con un promettente calciatore, centravanti di una squadra di Serie B con grandi ambizioni con alle spalle già qualche partita in Serie A e un esordio in Champions League a 19 anni.

Lavoro con lui sia dove risiede sia al centro sportivo, sono alle mie prime esperienze nel calcio professionistico. Ci vediamo spesso, creiamo una forte e stretta collaborazione e sogniamo in grande insieme. Quello con cui entro in contatto appare come un mondo a parte e molto interessante: atleti fortissimi si allenano duramente ogni giorno in campi da calcio dall’erba perfetta, si nutrono con estrema cura e quando scendono in campo paiono inarrestabili.

Sono molto felice di essere lì e ogni settimana aggiungiamo un tassello alla preparazione mentale che occorre per eccellere al massimo livello. I risultati arrivano: i primi gol pesanti, gli articoli sui giornali, le interviste post match. In quel periodo, in uno dei miei appunti serali, scrivo:

“Abbiamo fatto un ottimo lavoro oggi. Sono soddisfatto. Lui è forte, molto, e sono assolutamente certo che diventerà un campione di livello internazionale.”

Assolutamente certo. Ho scritto proprio così e so di esserne stato profondamente convinto.

Eppure, niente di ciò che ho scritto quella sera si è poi realizzato. Le mie previsioni erano sbagliate e anche di molto e non si sono quindi avverate. Qualche anno dopo quell’atleta continuava a giocare nei campionati minori, togliendosi comunque buone soddisfazioni, ma ben lontano dagli stadi più importanti d’Italia. Continua ancora oggi, si diverte, siamo saltuariamente in contatto. Ma non è diventato un campione, nonostante tutte le premesse.

Così, sono andato a cercarmi altri esempi in cui avevo scritto di mie idee sul futuro di cui fossi all’epoca “sicuro”, “senza ombra di dubbio”, “totalmente certo” e così via. E ne ho trovati altri. Più di qualche decina.

Ho sbagliato un gran numero di previsioni delle quali mi dicevo certo che si sarebbero verificate, prima o poi. Non era questione di tempo o di lavoro, non si trattava di agire e di attendere: semplicemente, non è successo.

Arrivato a questo punto, le cose però si sono fatte più interessanti: mi sono reso conto che non ho sbagliato solo le previsioni positive sul futuro, quelle in cui ipotizzavo grandi successi e avvenimenti favorevoli. Ho sbagliato anche molte previsioni nefaste: la maggior parte di ciò che molti anni fa mi preoccupava, mi caricava di pensieri a volte assillanti e mi toglieva il sonno… non si è a sua volta verificata. Anzi, in alcuni caso è poi accaduto persino l’opposto di quanto mi aspettassi.

Ciò che di meglio ero assolutamente certo sarebbe accaduto non è successo, ma neppure quanto credevo di terribile si è poi manifestato. Le previsioni continuano a essersi rivelate sbagliate: sia quelle belle, sia quelle brutte.

Questo mi ha portato a pensare che credere di anticipare con precisione il futuro lontano nel tempo è un grande atto di supponenza. Certo, è molto facile indovinare come sarà la nostra giornata domani e le probabilità di vederci giusto sono alte, quasi al cento percento. Possiamo dire più o meno lo stesso della prossima settimana e forse anche del prossimo mese. Se pensiamo a un anno da oggi, tuttavia, le cose cominciano a cambiare. Siamo proprio sicuri che tra un anno la nostra vita sarà… questa?

Avremo accanto le stesse persone? Vivremo nello stesso posto? Faremo lo stesso lavoro? E noi, saremo gli stessi?

Rispondere “sì” a questi interrogativi è comodo e rassicurante, ma impreciso. La verità è che non è detto. E se quell’anno diventa cinque, o dieci o di più, la previsione si fa estremamente complessa perché basata su presupposti deboli, fino a diventare un vero e proprio tirare a indovinare. Più ci allontaniamo da oggi più le variabili in gioco che determineranno il futuro aumentano, così come cresce il loro peso sul risultato finale.

Oggi ho davanti agli occhi le prove di quanto sto sostenendo: sono tutte le mie previsioni sbagliate, scritte quindici, dieci, otto anni fa. Eppure all’epoca… ero così sicuro

Che cosa possiamo imparare? Una lezione che conosciamo già, espressa in altra forma: ha molto più senso, è più logico e furbo focalizzare risorse vitali come tempo ed energie al nostro quotidiano. Perché l’output di questa giornata, se andrò a misurarlo questa sera, è facile da prevedere, è molto vicino nel tempo e - al netto di rarissimi eventi - semplice da pronosticare. È poco soggetto a fattori esterni ed è molto sotto il nostro controllo. Quindi concentrarsi per fare di questo giorno quello che vogliamo è la strategia che ci fornisce la più alta percentuale di successo.

Bisogna lavorare per l’obiettivo di oggi. Cominciare il giorno avendo chiaro quali cambiamenti o consolidamenti voglio avere portato a termine questa sera. E se abbiamo in testa un cambiamento che fisiologicamente richiede tempo, ridurlo al contributo del singolo giorno.

I miei semplici e chiari obiettivi di oggi erano (te li riporto così come li ho scritti questa mattina) avere un deficit calorico prima di dormire, scrivere questo post e terminare di dettagliare una procedura che riguarda il mio lavoro presso un cliente importante. Andrò a dormire con tre spunte verdi vicino a questi tre temi.

Ed è stato facile riuscirci perché le variabili in gioco che potevano far divergere il risultato hanno avuto solo poche ore per intervenire: quelle che sono trascorse da questa mattina a questa sera. Meno incertezza, più precisione sul risultato atteso.

Domani farò lo stesso. Poi continuerò. Ho in mente un quadro generale ma non è una previsione: è una ragionevole conseguenza della somma di tanti giorni portati a termine con successo.

Focus sul processo e sul momento: che cosa devo fare adesso perché accada quello che voglio tra poco?